Roma, Italia – La prossima fase dell’elettrificazione portuale non sarà definita solo dalle infrastrutture, ma dall’efficacia con cui queste opereranno nella pratica.
In occasione del 25° anniversario di Assiterminal a Roma, NatPower Marine ha delineato un netto cambio di paradigma per il settore: il passaggio dalla semplice installazione di asset per il shore power (elettrificazione delle banchine) alla fornitura di sistemi energetici operativi e completamente integrati.
Lo shore power rappresenta una delle vie più immediate per la decarbonizzazione dei porti, sostenuto dalle normative europee e da circa 920 milioni di euro di finanziamenti nazionali attraverso i programmi PNRR e PNC. Tecnologie consolidate sono già operative nei principali scali del Nord Europa, del Mediterraneo e degli Stati Uniti. La sfida, dunque, non è più tecnica, ma operativa.
Fornire energia ad alta tensione sottobordo richiede un’integrazione fluida con le attività portuali: dalla movimentazione delle merci ai flussi dei passeggeri, fino ai tempi di rotazione delle navi. Senza questo allineamento, le infrastrutture rischiano prestazioni insufficienti e una limitata fattibilità commerciale.
L’approccio di NatPower Marine affronta direttamente questo problema. Integrando infrastrutture, fornitura di energia e operazioni sin dall’inizio – e coinvolgendo i terminalisti fin dalle prime fasi di progettazione – l’azienda garantisce che i sistemi di shore power siano costruiti per condizioni d’uso reali. Ciò si traduce in modelli di erogazione più efficienti, maggiore affidabilità e prezzi dell’energia trasparenti e competitivi.
Marcello Stanislao, Chief Development Officer per il Sud Europa di NatPower Marine, ha dichiarato: “Lo shore power non è più una questione di maturità tecnologica, ma di progettazione del sistema e integrazione operativa. Se vogliamo che l’elettrificazione abbia successo su larga scala, dobbiamo andare oltre la consegna delle infrastrutture e costruire sistemi energetici che funzionino perfettamente all’interno della realtà quotidiana delle operazioni portuali.”
Guardando al futuro, i porti si stanno evolvendo in veri e propri hub energetici integrati. Questo include la generazione locale di energia rinnovabile, accordi di acquisto di energia a lungo termine (PPA) per stabilizzare i costi e l’implementazione di sistemi di accumulo di energia a batteria (BESS).
I sistemi BESS svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dei picchi di domanda, nella stabilizzazione dei profili di carico e nella riduzione dei costi energetici complessivi, rendendo l’elettrificazione operativamente valida e commercialmente sostenibile.
La più ampia competenza energetica di NatPower rafforza questo modello. In Italia, il Gruppo si è assicurato una capacità di 250 MWh attraverso il meccanismo MACSE di Terna, posizionandosi tra i pochi operatori indipendenti con esperienza diretta nell’implementazione di sistemi di accumulo su larga scala.
Con l’accelerazione degli investimenti, l’attenzione si sta spostando dalla realizzazione delle infrastrutture alle prestazioni del sistema. La capacità di integrare energia, operazioni e modelli commerciali definirà la competitività dei porti negli anni a venire.
Il ruolo di NatPower Marine è chiaro: andare oltre l’infrastruttura per fornire i sistemi che rendano concreta e funzionale l’elettrificazione marittima.